"IL GIORNALE DI VICENZA" (Cultura e Spettacoli) - Giovedì 24 Maggio 2007

 

Una mostra per celebrare i 120 anni d’attività della ditta di arredamenti Rossi

Di Alessandro Rossato

Ci sono aziende che festeggiano importanti genetliaci con feste faraoniche e altre che lasciano passare gli anniversari in sordina come vecchie signore, che cercano in tutti i modi di arginare lo scorrere del tempo.
E c’è chi, fortunatamente, decide invece che un importante traguardo come i centoventi anni d'attività vadano festeggiati assieme alla cittadinanza che in fin dei conti ha decretato il successo di tanta longevità.
Succede così che la Arredamenti Rossi. giunta ormai alla quarta generazione, domani sera alle 20 spalancherà il suggestivo scenario del Teatro Civico di Schio, inaugurando F esposizione d'arte e design intitolata "Segni nel tempo. Il tempo vissuto e il tempo da vivere".
Ed è proprio questo sottotitolo il filo conduttore che ha ispirato l'esposizione. Il tempo della storia che trova radici nel passato e si manifesta magicamente nello scenario del Teatro Civico, tanto caro agli scledensi, e il tempo della vita contemporanea proiettato verso un futuro che si esprime e trova corpo negli oggetti di design scelti per questa manifestazione.

Quando l’arte e il design salgono sul palcoscenico
Al teatro civico di Schio le tele di Schneider fra cucine e sofà firmati

Antoni Rossi

La manifestazione, organizzata col patrocinio del Comune di Schio, a riprova dell'alto valore culturale dell'insieme, sarà inaugurata alla presenza del designer Pietro Arosio e dell'artista austriaco Claus Bruno Schneider.
E proprio all'interno del teatro, tra palcoscenico e platea, troveranno spazio, in una cornice inusuale ma altrettanto suggestiva, alcune opere pittoriche di Schneider, alternate a significativi pezzi di design internazionale, il tutto unito assieme da proiezioni di luci, immagini e suoni, creati appositamente dallo staff di I. Blumaverde/AreaOdeon per questa mostra evento.
Chissà se nel lontano 1887, Antonio Rossi, nell'aprire il primo laboratorio di falegnameria in Via Porta di Sotto a Schio, avrebbe mai potuto immaginare che un giorno i suoi pronipoti avrebbero addirittura scomodato lo storico teatro cittadino per ricordare e festeggiare quell'apertura, ospitando persino le tele di un artista austriaco di chiara fama qual è Claus Bruno Schneider.
Ed è stata una scelta corretta quella di invitare l’artista d’oltralpe, se si pensa che Shneider è capace di dipingere tele che ben si collocano in ambienti architettonici di impostazione spazialista e minimalista. E quale miglior cornice poteva allora trovarsi per le sue opere se non quella di un Teatro Civico inondato di oggetti di design?
Oggetti come la Cucina Solaris di Pietro Arosio, prodotta per Ernestomeda, che diventa precursore di una nuova era, dove gli spazi abitativi perdono la loro identità per mescolarsi coli altre stanze e altre funzionalità.
Con questa cucina il celebre designer italiano ha effettuato una scelta non convenzionale, al limite della provocazione. Ma l'essenzialità nella forma dell'oggetto, la ricerca costante di nuovi materiali e tecnologie applicabili, la minuziosa definizione di ogni particolare già in fase di progetto coli il reparto engineering delle aziende produttrici, sono elementi fondamentali nel lavoro di Arosio e trovano riconoscimento nel fatto stesso che alcuni suoi lavori siano stati elevati al rango di vere e proprie opere d'arte, tanto da essere stati esposti ai Victoria ed Albert Museum di Londra e al Museo di Arte moderna di Monaco.
E chi al suono delle pentole preferisce quello delle note, non potrà che apprezzare all’interno della mostra i diffusori acustici Zemi disegnati da Frolet e Pellisari e prodotti da Nac Soluid.
Si tratta infatti di diffusori acustici dalla ricercala forma essenziale: una sfera di ceramica da poggiare o sospendere in grado di sprigionare suoni purissimi come del resto fanno i "fratelli maggiori” Omni, realizzati interamente a mano in un corpo unico e caratterizzati da una guida d'onda in legno massello inserita tra il twiter e il woofer.
Ma certo non mancherà di destare l'attenzione dei visitatori la doccia Viteo Shower,disegnata da Danny Venlet e vincitrice di due prestigiosi premi internazionali come il Red Hot e l’If Award.
E sempre dalla matita di Venlet esce la seduta Bendy Bay, un sofà costituito da tre diversi moduli che possono essere accostati uno all'altro all'infinito.
Un po' come potrebbe avvenire con i cubi luminosi disegnati da Wolfgan PichIer sempre per Viteo, la cui robustezza permette persino di utilizzarli come sedute.
Curioso risulta poi l'inserimento del sofisticatissimo sistema ombreggiante Structure Lab, destinato all'arredamento di spazi non convenzionali. Succede così che il classico ombrellone da semplice oggetto la cui destinazione d'uso è esclusivamente funzionale, si elevi addirittura ad elemento architettonico in grado di valorizzare gli spazi in cui viene posto.
E che dire del tappeto Cosmic, realizzato interamente a mano con pregiati pellami, considerato uno dei pezzi pregiati della collezione Pchamama delle Concerie Priante, punto d’incontro tra estro creativo e maestria artigianale?
Così come creativo può dirsi il lampadario soffione disegnato da Marco Pagnoncelli per la Miinital-lux, nel qual l’effetto soffione, proprio come il classico fiore di campo, nasce dalle sfaccettature della luce che attraversano la maglia metallica. Segni nel tempo è tutto questo e molto altro ancora, ma fondamentalmente resta un gesto di affetto e gratitudine da parte di Roberto e Gaetano Rossi attuali titolari della storica azienda. nei confronti dei loro genitori, capaci di insegnar loro un mestiere a cavallo tra arte e design.

La mostra rimarrà aperta sino al 3 giugno con i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalla 17 alle 20;
la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

 

"IL GIORNALE DI VICENZA" (Redazionale) - Mercoledì 23 Maggio 2007

 

Il teatro scenario dell’evento che apre il 25 maggio con una collezione artistica di Claus Bruno Scheider, pittore e regista
"Segni nel tempo" al Teatro Civico
Il mobilificio Rossi racconta e celebra i suoi 120 anni di storia

 

Teatro Civico di SchioVogliamo qui raccontarvi da dove veniamo e la strada percorsa negli anni fino a oggi.
Nel 1887 a Schio, in via Porta di Sotto, Antonio si apriva un laboratorio di falegnameria; in seguito il figlio Gaetano Rossi avrebbe proseguito l’attività spostandola, negli anni ‘30, in via S. Gaetano.
Dopo il 1945 i figli Enzo e Radames creano, sviluppando quanto iniziato in precedenza da Gaetano,
una produzione di serie presso la nuova sede in via SS. Trinità, a fine anni 60.
Nel 1969 viene aperta anche la parte espositiva commerciale che, negli anni andrà sempre più sviluppandosi, a discapito della parte artigianale.
Nel 1994 i figli di Enzo, Gaetano e Roberto, rilevano la società ristrutturandola in negozio Rossi che torna ad essere nel settore dell'arredamento un riferimento per l'alto vicentino.
Questa premessa storica è importante per capire il significato dell'iniziativa in programma al Teatro Civico di Schio, il quale, sorto pochi anni dopo la nascita della nostra attività, ha avuto nel secolo scorso momenti di fasto e di declino ritrovando negli ultimi anni nuova vita, attraverso un nuovo modo di pensare lo spazio, una storia questa che ci accomuna.
Il Teatro Civico, riesce da solo a trasmettere emozioni. Anche perciò l'abbiamo scelto per festeggiare il nostro anniversario, i nostri 120 anni di storia e amplificare queste emozioni con la presenza di una collezione artistica di Claus Bruno Schneider, pittore e regista cinematografico austriaco nato nel 1945 a Klaffer che vanta premi e mostre in tutto il mondo. Nella sala e soprattutto sul palco vivranno, come in una scena di rappresentazione teatrale, significativi pezzi di design internazionale, che saranno protagonisti e nel contempo spettatori assieme al pubblico.
Fra questi la " cucina Solaris" dei design Pietro Arosio, le "casse musicali” di Nacsound design Francesco Pellisari e Ron Arad, la seduta "Bendy bay" e la "doccia Shower" dei belga Danny Veniet, i "tappeti Cosmoc" di PachaMama, ì "cubi luminosi" dell'austriaco Wolfgang Picher, gli "ombrelloni" dei tedesco Alexander Prang, e altro ancora.
Il tutto legato da luci, immagini e suoni studiati per l'occasione dallo staff H.Blumaverde/areaodeon.
Allestimento grafico e coordinatrice dell'evento Laura Moretto.
Saranno presenti alla serata d'inaugurazione, il 25 maggio, il Design Pietro Arosio, professionista di fama internazionale, e l'artista Claus Bruno Schneider.
Un grazie particolare al Comune di Schio per il sostegno e la collaborazione.
Il tempo vissuto e il tempo da vivere è questo il filo conduttore che ha ispirato questa esposizione.
Un Tempo, quello della nostra storia, che trova radici nel passato e si manifesta magicamente nello scenario dei Teatro Civico, e il Tempo quello della vita contemporanea, proiettato verso il futuro che si esprime e trova corpo negli oggetti di design scelti per questa presentazione.
Oggetti che non vogliono essere asettici pezzi da museo ma, pur nella loro particolarità, intendono vivere a buon diritto nella quotidianità con la loro carica emotiva e valore creativo.

Gaetano e Roberto Rossi

 

"IL GIORNALE DI VICENZA" (Economia) - Mercoledì 23 Maggio 2007

 

In mostra a Schio i 120 anni di Arredamenti Rossi

di Mauro Sartori

 

Famiglia Rossi: Enzo, Gaetano e RobertoSchio. I segni del tempo vissuto e da vivere attraverso gli oggetti più fantasiosi e curiosi di arredo diventano un evento culturale per Schio in occasione dei 120 anni degli Arredamenti Rossi, azienda che regala alla città e agli appassionati del settore un'esposizione d'arte e design assai singolare, ospitata nella cornice suggestiva del teatro Civico, i cui ruderi in fase di ristrutturazione passano da set cinematografico (vi si sta girando"Adius" sulla vita del cantautore livornese Piero Ciampi) a sito di una mostra, 1 segni del tempo", in cui le opere dell'artista austriaco Claus Bruno Schneider si mescolano a pezzi di design internazionale, il tutto legato da proiezioni di luci, immagini e suoni. L'esposizione sarà inaugurata venerdì alle 20 e rimarrà aperta sino al 3 giugno, con orari feriali dalle 17 alle 20 e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.
Quella del mobilificio Rossi di via SS. Trinità è una storia che parte da Antonimo, un falegname che nel 1887 apre una sua attività in via Porta di Sotto, all'ombra del duomo di S. Pietro. 1 due figli Vittorio e Gaetano intraprendono la carriera del padre e danno nuovo impulso all'azienda che vivrà il suo boom negli Anni '60, con Enzo e Radames, figli di Gaetano. In quel periodo stava crescendo esponenzialmente la richiesta di mobili su misura grazie alla crescita demografica conseguente al boom economico.
Tante giovani famiglie si trovarono con la necessità di arredare nuovi alloggi e il lavoro per i falegnami crebbe notevolmente. 1 Rossi si spostarono sulla trafficata via SS. Trinità, alle porte del centro storico, dove stava sviluppandosi un nuovo quartiere residenziale scledense. Lì si trova ancora adesso l'area espositiva commerciale dell'azienda, dal '94 in mano a Gaetano e Roberto, figli di Enzo.
Fra gli ospiti dell'esposizione il designer Pietro Arosio, milanese, che ha collaborato con artisti quali Hsiao Chin, Tilson, Rotella e Keizo ed i cui lavori sono esposti al Victoria e Albert Museum di Londra e Die Sammlung di Monaco.
Si potranno ammirare anche i cubi luminosi di Wolfgang Pichler, architetto della Styria, la seduta Bendy Bay di Danny Venlet, designer belga, i diffusori acustici di Francesco Pellisari e Elisabeth Frolet ed altre meraviglie del design contemporaneo.

 

"IL MARCO POLO" (di ASCOM)

 

Nell'albero genealogico Rossi c'è un Ottavio panettiere a Padova, padre di Antonio, che nel 1887 avvierà in proprio a Schio l'attività di famiglia, in Via Porta di Sotto.

 

Gli antenati Rossi

Da 120 anni...
Rossi

Antonio avrà due figli falegnami come lui: Vittorio e Gaetano, padre di Radames ed Enzo, titolari dal 1945 al 1994 della ditta, tra artigianato e commercio. Oggi Enzo, cresciuto in mezzo ai torchi, racconta il boom di fine anni 60, che impose l'attività mista: produzione di mobili per zona giorno, e nuove proposte, per le giovani famiglie. Molti collaboratori, allora ragazzini, si sono poi messi su la propria falegnameria.
Il marchio è nel 1970, e anche il moderno edificio disegnato dall'Ing. Rossi, col decoro esterno che ricorda l'arte dell'intaglio, e le grandi vetrine, oggi ampliate. 1 figli di Enzo dal 1996 rilanciano la tradizione di famiglia, con amore per la ricerca d'innovazione. "Due figli così sono il regalo più prezioso di una vita" dice Enzo Rossi, che con la moglie Piera ha cresciuto Gaetano e Roberto (diplomati in architettura ed arredamento), dedicandosi loro al massimo, comunicando soprattutto passioni di vita. Valore di base: aprirsi all'ascolto in famiglia, tra viaggi, vacanze, esperienze. Qualche talento arriva da antenati speciali, come Angelo Rossi, scultore ottocentesco di successo dall'Australia al Veneto, o da nonni e bisnonni capaci di usare la pialla e la sgorbia, ma anche di partire in nave a 74 anni per l'Australia, come fece Antonio, nonno di Enzo, per raggiungere il figlio artista.

Dal 25 maggio al 3 giugno, al Teatro Civico, Arredamenti Rossi propone 'SEGNI NEL TEMPO", istallazione di arte e design di respiro internazionale, comunicazione per immagini, per la loro attività che da 120 anni ricerca nella qualità dell'arredamento anche la bellezza creativa. Serata inaugurale, il 25 maggio, ospiti l'architetto Pietro Arosio e il pittore Claus B. Schneider.

 

Arredamenti Rossi - Vicenza, Veneto, Trentino